10 Settembre 202610 Settembre 2026 Sfidare l’impossibile tra Garda e Adige: il Santuario della Madonna della Corona Ci sono luoghi che in foto, a primo impatto, non sembrano reali, almeno finché non li vedi con i tuoi occhi: è il caso della meta di oggi, il Santuario della Madonna della Corona, che racconta una storia fatta di architettura, natura e spiritualità. Si tratta di una delle massime espressioni di “ingegneria impossibile” in Italia, infatti l’intera parete sinistra e l’abside sono costituiti dalla roccia viva della montagna. Ci troviamo nel comune di Ferrara di Monte Baldo (VR), tra il Lago di Garda e la Valle dell’Adige, sulla quale il santuario si affaccia. Breve storia del santuario La costruzione della chiesa resta ancora ad oggi avvolta nel mistero. Una leggenda racconta che su queste montagne, nel Cinquecento, venne trovata una statua raffigurante una Pietà, un’immagine di matrice nordica, che era stata trasferita qui dall’isola di Rodi per volere degli angeli. Nel punto esatto del ritrovamento, alcuni abitanti della zona decisero quindi di creare una cappella per custodire la statua. Anche se questa leggenda è molto suggestiva, in realtà un’incisione sulla base rivela che la Pietà è stata realizzata e donata al santuario nel 1432 dal nobile trentino Lodovico Castelbarco. Nel Seicento avvenne la trasformazione in santuario, che venne intitolato alla Madonna della Corona per via della forma a semicerchio della roccia circostante. Per dare un po’ di numeri, parliamo di un edificio di 600 metri quadrati di superficie, 30 metri di lunghezza e 20 di larghezza. Successivamente, in una cavità del monte, fu creato un ospizio per ospitare i pellegrini, che accorrevano sempre più numerosi. Dal 1982 la chiesa possiede il titolo di “basilica minore”, continuando ogni anno ad attirare un flusso notevole di fedeli e visitatori. La mia esperienza Il nostro viaggio inizia di prima mattina: impostiamo sul navigatore come destinazione la frazione di Spiazzi di Caprino Veronese, da cui potremo raggiungere il santuario in pochi minuti. Se però volete camminare, esiste anche una salita di più di 1500 gradini dal paese di Brentino Belluno, che per secoli è stata l’unica via d’accesso. Una volta giunti a Spiazzi, troviamo un parcheggio a pagamento abbastanza capiente proprio accanto alla provinciale, ma decidiamo di proseguire di pochi metri e ci fermiamo in un ampio… spiazzo gratuito nei pressi dell’Hotel Stella Alpina. In realtà ci sono due percorsi pedonali, entrambi in discesa: quello dal centro abitato passa per un’azienda agricola che organizza passeggiate e trekking con gli alpaca, mentre se partite dall’hotel sarete accompagnati da suggestive statue che rappresentano le stazioni della Via Crucis. In ogni caso, nel tratto finale percorriamo una galleria scavata direttamente nella roccia e finalmente, dopo essere usciti, ci appare davanti la meraviglia. Più di 50 gradini ci separano dalla meta finale, ma lo sguardo è ormai proiettato sulla splendida vista sulla Valle dell’Adige e sui colori stupendi, del tutto in simbiosi con la montagna circostante. In basso, l’Autostrada del Brennero attraversa il fiume e i campi coltivati e ci ricorda la frenesia della vita di tutti i giorni, mentre quassù l’atmosfera sembra sospesa nel tempo. Durante la visita, mi ha fatto molta impressione toccare la roccia viva della montagna, che fa da parete naturale al santuario. Anche l’abside, come si vede, è scavata proprio nella roccia: al centro è appesa la statua della Pietà, circondata da una grande corona di spine e da cinque gruppi di angeli. Come per l’esterno, lo stile degli interni con tonalità chiare si sposa benissimo con i colori della montagna. Ma alla Madonna della Corona non ho trovato solo silenzio e contemplazione: in alcune sale secondarie del complesso erano presenti ossa e teschi di antichi eremiti che un tempo vivevano lì, o comunque di persone seppellite presso il santuario. Questo senso di mistero e inquietudine si trascina anche lungo i corridoi, dove troviamo intere pareti ricoperte di foto, icone e messaggi lasciati dai fedeli, in segno di devozione, riconoscenza o richiesta di una grazia. Pur avendo molto rispetto per ciò che ho trovato, non nascondo che il tutto mi ha lasciato un po’ disorientato, perché non sono cose che si vedono tutti i giorni. Per il rientro (ma anche per l’andata) è disponibile un servizio di bus navetta, che per pochi euro fa risparmiare un po’ di tempo e la fatica dei circa 20 minuti di salita a piedi. Il bus si ferma proprio nei pressi dell’entrata e in 10 minuti risale a Spiazzi. Noi decidiamo invece di fare uno spuntino veloce al bar del santuario per ricaricare le batterie e ci rimettiamo in marcia sullo stesso percorso dell’andata, concludendo così la nostra giornata. Dati del sentiero Tipo di percorsoAndata e ritorno o ad anello (Spiazzi – santuario – Hotel Stella Alpina – Spiazzi o partendo dall’hotel e tornando per Spiazzi)PartenzaCentro di Spiazzi o Hotel Stella AlpinaArrivoSantuario della Madonna della Corona, 775 metri s.l.m.LunghezzaCirca 1,4 km per A/R e 1,8 km per l’anello TempoCirca 33 minuti per A/R e 40 minuti per l’anelloDislivelloCirca 150 metri (andata in discesa)DifficoltàFacile, ma la salita richiede un minimo di impegno. Per chi non se la sente, esiste una navetta che in 10 minuti vi riporterà al punto di partenza Giudizio personale Luogo/panorama: ⭐⭐⭐⭐⭐Personalmente il paesaggio mi è piaciuto molto: non siamo a una quota molto alta, ma il percorso a piedi è stato piacevole e, una volta arrivati al santuario, la vista sulla vallata è molto gradevole. Il borgo di Spiazzi è piccolo ma abbastanza caratteristico.Servizi: ⭐⭐⭐⭐⭐Non mancano: all’interno del sito troviamo un bar, un negozio di souvenir e bagni pubblici. In paese sono presenti ristoranti per chi volesse assaggiare la cucina tipica veronese, oltre a diverse strutture ricettive. Addirittura, non lontano dal santuario, avete la possibilità di prenotare un trekking in zona con degli alpaca.Prezzo: ⭐⭐⭐⭐Essendo un luogo a forte vocazione turistica, purtroppo diversi parcheggi sono a pagamento. Con un po’ di fortuna, specialmente in settimana, si riesce però a trovare qualche stallo libero. Prezzo della navetta onesto. Il bar, che tra l’altro ha una terrazza panoramica mozzafiato, ha prezzi accessibili per il contesto in cui si trova. I bagni sono gratuiti e, cosa più importante, l’ingresso nelle aree interne e esterne del santuario è completamente gratuito.Due note pratiche: normalmente il santuario è aperto tutti i giorni, ma per sicurezza consiglio di informarsi qui. Le visite turistiche all’interno della chiesa potrebbero essere temporaneamente sospese durante le messe. Cosa mi porto a casa? Che siate o meno credenti, consiglio a tutti di visitare il Santuario della Madonna della Corona, sia come meta singola che come tappa di un itinerario più lungo nella zona di Verona. Personalmente, ciò che mi è rimasto da quest’esperienza è stato un senso di pace e riflessione. Infatti la basilica, nella sua maestosità, sembra offrirci l’invito a fermarci un momento e guardare noi stessi nel profondo e, forse, sospesi tra terra e cielo, questo luogo ci ricorda anche che noi e la nostra vita non siamo altro che un minuscolo puntino nell’universo. Già solo aver avuto per un attimo questa consapevolezza ci conferma che è valsa la pena essere venuti fino a qui. Gallery Foto: Gabriele Tezza Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Gabriele Tezza (@travelwithgabri_) FacebookXLinkedInTelegramWhatsAppStampa Montagna adigemadonna della coronamontagnamountainsantuariovenetoverona